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Estratti dalla stampa riguardanti Picchio.

Galleria Tondinelli
Lo stile a segmenti di Picchio
e la «fine della pittura» 13 giugno 2006

Corriere-della-sera1.

 

 


La Galleria Tondinelli presenta da domani al 14 giugno 2006 la mostra personale di Picchio (Dieter Specht), artista tedesco che espone per la terza volta in Italia. La continua discussione sulla presunta fine della pittura rende particolarmente attuale l'opera di Picchio. Lo stile da lui scelto, lo «stile a segmenti»,artcle-Corriere-della-sera punta in questa direzione, partendo dall'evidente considerazione che la realtà che ci circonda e composta in gran parte da linee verticali: esse dominano manifestazioni diverse fra loro come i profili di molte metropoli o di certi antichi villaggi di case abbarbicate, le statistiche finanziarie con i loro istogrammi, gli elenchi dei valori di borsa o ancora le colonne dei giornali, in modo davvero generalizzato. La pittura di Picchio tende alla dimensione spaziale con le sue marcate e pastose applicazioni di colori e con l'inserimento del collage. Un effetto del tutto personale, che Picchio ottiene con i suoi quadri tridimensionali «lacerati», sulla base di una tecnica che si lascia trasporre anche agli steli: ricopre la superficie del dipinto con strisce di tela, che si possono dispiegare dall'altoo verso il basso, ma anche in diagonale e che vengono quindi rinforzate e dipinte con uno strato di resina epossidica. Le possibilità formali di questa tecnica sono vaste quanto le associazioni che essa è in grado di evocare. Ciò che fino a questo momento era coperto appare dischiuso, ciò che era velato viene disgelato, per regalare alla vista la bellezza nascosta, Il catalogo della mostra è a cura del critico
Martin Kraft.

 

 

 

 

 

Ticino Management
giugno2006
Dr.Giorgio Mollisi
Intraprendere l'arte

La pittura di Picchio è ¨il risultato del vissuto di un imprenditore che oggi, diventato artista, 
riversa sulla tela quella vitalità  che fino a pochi anni fa era solito immettere  nella sua azienda...”
     Tiangle                                                                                                                                       

Giornale del Popolo, 30 Gennaio 2006
“Anche l’Arte è un’impresa”

di Corrado Biachi Porro

Giornale-del-Popolo(...)
GdP: Cosa ne pensa dello sponsoring?
Picchio: Dipende dal mestiere, naturalmente e dai settori in cui si lavora. L’artista ogni giorno fa qualcosa di completamente nuovo. In una ditta c’è invece sempre un limite (...). Così i manager di una ditta possono naturalmente imparare dall’artista e dall’arte. Se c’è arte in azienda, anche il lavoro è più creativo. Lo sponsoring è invece magari qualcosa dove entra pure la passione.
In Interroll vogliamo illustrare l’influenza della cultura nella ditta. Non vogliamo solo “l’hart”, il prodotto. Vogliamo anche che i clienti e i collaboratori vivano in un ambiente, in un’atmosfera piacevole, personale, nel bello. Fare soldi è necessario, ma per fortuna non c’è solo questo.

(...) I miei occhi sono sempre aperti. Ogni anno faccio forse 3000 foto, vado in giro per il mondo e ho visto tanto. Ma quando sono nel mio studio, sono solo. Forse l’influenza del mondo conta meno. Anzi, dimentico tutto il mondo, mi concentro solo su questo quadro e vedo solo questo...

GdP: L’arte, rappresenta la realtà?
Picchio: Io, in verità, faccio tutto astratto. Creo dunque cose che non esistono e mi piace creare qualcosa di nuovo. Non potrei fare la stessa cosa due volte.
GdP: Il pubblico è più sensibile oggi all’astrattismo?
Picchio: Si, perché oggi ci sono le fotografie, il digitale. Il figurativo lo si può fotografare, invece una creazione astratta è una novità. Amo giocare coi colori...

 

 

Secolo d’Italia, 1 Febbraio 2004
“Appuntamenti con l’Arte”

a cura del Prof. Renato Civello,  Critico d'Arte

Picchio - DIETER SPECHT: ISTINTO E RIGORE
In una Galleria dove si opera costantemente solo a una selezione d'ordine qualitativo, la Tondinelli di via Quattro Fontane in Roma, ha inaugurato, mercoledì scorso, la personale del noto artista tedesco Dieter Picchio-Specht che vive e produce ad Arcegno, nel Canton Ticino. Dopo questa seconda presenza in Italia (nel 2003 ha partecipato con individuale successo alla Biennale Internazionale di Firenze), Picchio esporrà dall'8 marzo al 2 aprile, in Portogallo, a Lisbona, in una istituzione pubblica di
primo piano. Il titolo dato dall’attuale appuntamento, “Segments”, potrebbe indurre in inganno: si potrebbe pensare al frazionamento geometrico della superficie dipinta, qualcosa di simile all'esperienza vissuta nei primi decenni del secolo scorso dal gruppo della cosiddetta «Sezione aurea», con i Leger, i Metzinger, La Fresnaye ed altri, esperienza che segna il passaggio dal Cubismo analitico a quello sintetico. Ma le complesse operazioni geometrico-matematiche che in qualche modo si configurano in un certo meditato astrattismo sono sostanzialmente estranee alla pittura di Dieter Picchio-Specht. Qui non c'è né avventura, né codificazione; a dispetto della minuziosa programmazione dell'opera, «ben presente e definita fin dall'inizio», sulla scorta del temperamento energico dell'artista, teso ad organizzare il proprio lavoro» è l'istinto creativo che infine governa l'approdo poetico-fantastico. Conta, del resto, che questi dipinti sottendano una congrua professionalità e che siano oggettivamente godibili. 
Mi limito a citare, tra gli altri, “Crash”, molto bello, anche se il termine, che vuole significare schianto, rottura, fragore, sembra contraddire il delicato, vaporoso chiarismo dell'acrilico; e “Segments”, che dà il titolo all'intera mostra, suggerisce, ben al di là di ogni ipotesi di arbitrio e di capricciosa inventiva, l'idea di un rigore sottratto al cliché rutinario della mimesi realistica.

 

Il Giornale d’Italia 19.2.2004, Cultura
Tele e installazioni, come ricerca continua dell’astrazione.

“Segments” in mostra con Picchio-Specht
E’ certamente di grande impatto l’opera di Dieter Picchio-Specht, in mostra presso la galleria romana Tondinelli. Esposte una serie di tele e installazioni frutto della sua continua ricerca tesa all' astrazione. L'esposizione avviene sotto il Patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia, e dell'Ufficio Culturale dell'Ambasciata di Svizzera, poiché Specht è uno dei più originali artisti tedeschi dell'ultima generazione. Operante ad Arcegno, (Canton Ticino/Svizzera), espone in questa occasione per la seconda volta in Italia dopo la partecipazione alla Biennale Internazionale d'Arte Contemporanea di Firenze nel dicembre 2003. Una pittura che nasce dall’osservazione e dal riconoscimento e si trasforma in un astrattismo che riesce a "far apparire il soggetto secondario e allo stesso tempo rende consapevoli che, ad esempio, anche il colore blu può essere un soggetto", per il Dr. Martin Kraft. L'arte-segmento utilizza puri colori acrilici di forte impatto visivo, toni pastello o cromatismi a contrasto e realizza un impasto materico di tipo divisionistico che riesce ad attrarre l'occhio dello spettatore all'interno dell'immagine. Una pittura modulare influenzata dalle procedure industriali come dimostrano le sue installazioni e i suoi moduli di formato standard sempre nuovi e in continua mutazione….

Simona Sperindei
 

IL Caffè, Settimanale del Canton Ticino /Svizzera del 28.1.2004
L'artista Picchio (alias Dieter Specht) espone a Roma e a Lisbona.

ARCEGNO - Dieter Specht, a capo dell’unica azienda del Cantone quotata alla borsa di Zurigo, ha lasciato ai manager la conduzione dell’impresa per una nuova carriera.

Per 50 anni ha messo da parte il suo sogno, quello di dipingere quadri e realizzare sculture, Osteggiato dal padre nella sua vena artistica, non è però rimasto con le mani in mano. In una cantina di una cittadina dalle parti di Colonia, nel 1959 il giovane Dieter Specht cominciò la sua carriera di capitano d'industria,
Lì nacquero i primi nastri trasportatori della Interroll, l’azienda fondata appunto da Specht e che oggi conta 1200 dipendenti in tutto il mondo, un'ottantina dei quali nella sede di S, Antonino. " Una ventina d'anni fa abbiamo trasferito una parte della nostra produzione in Ticino - spiega Specht - Al momento Interroll è l'unica società ticinese quotata alla Borsa di Zurigo".
Ma la vera svolta per Specht avviene quattro anni fa. “Decisi di affidare l’azienda ad un manager di fiducia - racconta - e dedicarmi a tempo pieno a quello che è sempre stato il mio sogno: dipingere".
Cosi l'industriale si ritira ad Arcegno, nel suo atelier, si mette a dipingere e a scolpire. Mantiene il suo posto nel Consiglio di Amministrazione del gruppo Interroll e, una volta alla settimana, si fa vedere a S. Antonino per controllare come vanno le cose. Ma è l’arte che ha preso il sopravvento. “A 60 anni suonati, ho potuto fare quello che avrei sempre desiderato fare: liberare la creatività
che c'è in me. Devo dire, però, che anche nel mondo industriale essere creativi e originali non guasta...".

Originale come il suo nome d'artista: Picchio. "In questo caso si tratta della traduzione in italiano del mio cognome, Specht, infatti, vuol dire picchio, ma l'idea di abbinarlo alla mia arte m'è venuta in Ticino. Quando prenotavo al ristorante, c'era chi, per comodità, traduceva il mio cognome. Così, quando entravo nel locale mi accoglievano con un “Buonasera Signor Picchio”. Ho pensato fosse di buon auspicio, cosi l'ho adottato come nome artistico",
Sfruttando la conoscenza di quattro lingue e le relazioni di un certo livello che gli ha procurato l'attività industriale, Specht-Picchio ha iniziato ad esporre le sue opere, con un discreto successo, in diverse gallerie svizzere, austriache, italiane e persino a New York.
In questi giorni è a Roma, dove sta partecipando al vernissage di una sua esposizione che sarà poi replicata a Lisbona, Il suo tocco artistico ricalca la sua natura "geniale" ed imprenditoriale. "Nessuna delle opere di Picchio” - scrive il critico d'arte zurighese Dr. Martin Kraft - “nasce gradualmente da un'intuizione gestuale, bensì ogni opera è ben presente e definita fin dall’inizio nella sua mente e, sulla base di uno schizzo, deve solo venir realizzata". Insomma, Dieter Specht ha impiegato 40 anni a costruire il suo successo personale, ma è Picchio che ne sta raccogliendo i frutti... creativi.

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Bergische Morgenpost (Giornale locale del “Rheinische Post“)  del 31/11/2003, articolo di Joachim Rüttgen

La direzione dell’impresa Interroll  ha acquistato dal fondatore Dieter Specht un’imponente opera d’arte. Chiunque entri nella hall, si tratti di cliente, fornitore o impiegato, viene immediatamente attratto da questo coloratissimo collage, che raggruppa in una sola immagine l’intera gamma di prodotti dell’azienda. Stile moderno e astratto: queste sono le due direzioni artistiche di Specht, che in Ticino viene chiamato Picchio (equivalente in italiano del tedesco “Specht”). L’opera, dalle dimensioni di due metri per due metri e mezzo, che decora l’ingresso a Höferhof, indica molto chiaramente che l’artista ha scoperto il suo proprio stile. Specht ama suddividere le superfici in segmenti, movimentando in questo modo l’immagine per l’osservatore. La noia non ha scampo, l’occhio è sempre in movimento: un insieme che attira davvero!

Generalanzeiger Wermelskirchen
31/11/2003, articolo di Andreas Weber

...Specht ricopre il ruolo di presidente del Consiglio di Amministrazione di Interroll Holding con sede a S. Antonino, Svizzera, sin dal 2000, ma prima di tutto egli si dedica, con crescente entusiasmo, al suo sogno di gioventù: la pittura. "La pittura è più di un bell’hobby, oggi la vivo come una seconda carriera ", dichiara Specht sprizzando energia, vicino alla sua residenza. Nel Canton Ticino, in Svizzera, in un paese sopra al Lago Maggiore, non lontano da Ascona, l’uomo d’affari, tutt’altro che a riposo, ha infatti allestito un moderno atelier.

E il suo impegno rimane su scala mondiale: ne sono prova le molteplici esposizioni a Zurigo, Ginevra, Innsbruck, New York e ancora a Padova, Firenze e Roma. In "Picchio" (il termine italiano corrispondente al tedesco “Specht”) egli ha trovato il proprio nome d’arte. Un nome che sta per oggetti d’arte inconsueti. In una prima serie, Specht ha creato fiori; sono poi seguite calligrafie e quadri astratti.

Nella Sede principale di Höferhof è ora appeso un collage, realizzato su commissione. Dieter Specht ci ha spiegato il modo in cui ha realizzato l’opera: dapprima ha suddiviso la tela in segmenti, ha dipinto a spatola con colori acrilici forti e ad essiccazione rapida, ha inserito all’interno pannelli pubblicitari e vi ha sistemato i prodotti che hanno reso Interroll ciò che è oggi: un fornitore leader a livello mondiale di componenti e sottosistemi per flusso di materiali, tecnica di alimentazione e automazione.

Dieter Specht combina arte e design industriale, inserendo in tutto questo la storia dell’azienda e alla fine afferma sicuro: "Quest’opera rappresenta una parte di Corporate Culture." La cultura d’impresa è un concetto che sta a cuore a Specht. E in questo caso, egli è inoltre riuscito ad accordare le sue esperienze di capo dell’azienda con l’attività artistica.


Tessiner Zeitung
28 giugno 2003, pag. 15
...I temi sono vari, e spaziano dalle composizioni astratte passando per le rappresentazioni floreali, fino a scene ispirate dal trattamento industriale dei materiali: sempre trasportati in segmenti verticali, quegli elementi di stile con i quali Picchio crea quell'ordine estetico che gli è caratteristico. Oltre ai dipinti, Picchio espone per la prima volta oggetti-immagine, denominati
"Art-in-Space". Le sculture-immagini consistono di elementi dipinti, ad altezza d'uomo. E la tridimensionalità apre all'osservatore un'ampia possibilità di prospettive di osservazione...

Neue Zuger Zeitung
7 maggio 2003, pag. 51
L'atmosfera dell'esposizione è primaverile-estiva. Grandi fiori rossi, azzurri, gialli e bianchi diffondono la loro luce nello spazio...
Un'ulteriore particolarità di questi fiori è la suddivisione in tracce verticali. Talvolta, le linee di separazione di questi segmenti attraversano le fioriture, talvolta vengono invece ricoperte dai fiori...
...Picchio afferma però di non avere modelli e di non aderire ad alcun "ismo", sebbene senza conoscenze artistiche né preferenze non potrebbe dipingere nel giusto modo. Egli si crea, però, un suo proprio stile, plasmato dalla sua personalità, inserisce su piccole superfici molte tonalità di colore, variegando la superficie qua e là anche con l'utilizzo di linee a zig-zag dall'effetto ornamentale, o con tratteggi diagonali...
Con i segmenti, Picchio pare aver trovato il suo stile. Egli traccia questa segmentazione in maniera così marcata che, nonostante la forza, non viene del tutto meno l'impressione dello statico e dell'abituale.
Maria Vogel

Ticino Management, mensile Svizzera di Finanza, Economia e Cultura,
Anno XIV n. 4, Aprile 2002 S.182 + 183
"...Creare arte col denaro. - Con l'introduzione dell'Euro i marchi tedeschi, le lire, i franchi francesi e così via sono stati ritirati dal servizio; essi, però, continuano a vivere negli estesi collage e nei dipinti ad acrilico di Picchio, il versatile artista che vive e lavora nel nostro Cantone....

Födermittel Journal,2002, Logistik und Materialfluss,
Anno 34, Marzo 2002, pp. 14-15:
"L'atelier di Specht, nato dopo alcuni progetti nell'antico centro del villaggio di Arcegno, si sta sviluppando in una piccola ma bella officina delle idee per la cultura imprenditoriale: molti "cervelli" nei campi della tecnica del trasporto materiali, dei servizi e di altri rami vengono fin qui in cerca di consulenza... I suoi quadri sono l'espressione visibile di una “corporate culture” vissuta in positivo..."

f+h Fördern und Heben, Zeitschrift für Materialfluss und Automation...
N. 1-2 2002, p.12:
"...Per Specht (Picchio) si profila una seconda carriera, che condivide con la prima, oltre alla creatività e al dinamismo, il costante sforzo di coniugare il successo al piacere della materia..."

Lagertechnik 2002
Anno 25, Dicembre 2001, p. 4:
"...Dieter Specht è sempre stato entrambe le cose: artista e imprenditore, uno accanto all'altro... Dieter Specht, nella sua seconda carriera, renderà giustizia anche in avvenire al suo ruolo di eminente personalità nella tecnica del trasporto dei materiali..."


Ticino Magazine, Rivista Mensile del tempo libereo,
Novembre 2001, P.11
"...Altre opere mostrano semplici parole e oggetti, raggruppati in vari collage e composizioni. Da questo materiale di tutti i giorni Picchio crea le "intensità del bello", come Claus Steinrötter definisce i quadri del pittore nel catalogo per l'esposizione..."

Tessiner Zeitung,
31 ottobre .2001, p 13
"...Un universo intenso, ma al contempo chiaro e sereno, di colori e di luce si apre all'osservatore. La forma geometrica, la scomposizione dei segmenti striati, è l'inventario base stilistico di Picchio. I segmenti aprono l'accaduto all'osservatore..."
 

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